È stato uno dei fondatori del movimento politico Lotta Continua e della comunità socioterapeutica Saman, inizialmente ispirata al movimento di Osho Rajneesh.. Mafia: Mauro Rostagno, il sociologo ucciso perché dava fastidio ai boss/Adnkronos (2) Condividi: 27 novembre 2020 a a a (Adnkronos) - I sicari lo stavano aspettando in … 2017 – Il 26 settembre a Torino viene inaugurato al pubblico un murales che ricorda la figura di Mauro Rostagno, opera di studenti vincitori del concorso indetto da Libera Piemonte dal nome “Libera l’arte: un murales per Mauro Rostagno”. Poco fa il procuratore generale ha concluso la sua requisitoria: ha chiesto la conferma dell’ergastolo per Virga, e quindi il rigetto del ricorso della difesa, e l’annullamento dell’assoluzione di Mazzara con rinvio degli atti ad un nuovo processo di appello. [8], A Poona si unisce agli arancioni del guru Bhagwan Shree Rajneesh (in seguito noto come Osho), di cui è divenuto seguace leggendo un suo libro che gli era stato portato mentre era in carcere per la vicenda del Macondo[9], prendendo nel 1979, dal suo Maestro il nome di Swami Anand Sanatano (Sanatano significa "eterna beatitudine"). Lanfranca ha puntato sulla necessità di riportare in appello il processo contro Vito Mazzara. Tuttavia non furono mai trovate prove concrete a sostegno di queste piste, che vennero tutte archiviate. Per l'omicidio di Mauro Rostagno è stato condannato alla pena dell'ergastolo, con sentenza definitiva, l'ex boss di Trapani Vincenzo Virga, ritenuto il mandante dell'assassinio, mentre è stato assolto Vito Mazzara indicato come l'esecutore materiale del delitto. In primo grado furono condannati entrambi. La Roveri venne scarcerata dopo un periodo, e la sua detenzione per ordine del pm Garofalo venne duramente criticata da molti, tra cui lo stesso Adriano Sofri. Dopo pochi mesi lascia la moglie e la figlia e si allontana dall'Italia. di Sergio Di Cori, Ricordare Rostagno. Ma niente di tutto ciò ci racconterà la storia di Mauro perché Mauro non è morto per nessuna di queste ragioni. Sofri, amico di Rostagno e a cui fu impedito di partecipare al funerale, fu uno dei più forti sostenitori della pista mafiosa difendendo sempre gli amici e la moglie di Rostagno che saranno accusati negli anni successivi. E la ragione per cui è morto resterà inconfessabile, impossibile da raccontare.[7]». Ma il ripetuto uso della stessa tecnica alla fine sono diventate la firma di Mazzara nei diversi delitti per i quali è stato già condannato. Il processo per l’assassinio di Mauro Rostagno è da oggi al vaglio della Cassazione. Lillo Gullo, intervista a Mauro Rostagno, TGR Trentino-Alto Adige, 28.2.1988. Lo ha raccontato bene il pentito Francesco Milazzo, che ha descritto la caratura mafiosa di Mazzara, la sua abilità a usare armi e a preparare le munizioni, la sua specialità a nascondere le tracce ad eventuali esami balistici. di Marco Bova | 27 Novembre 2020 Il giornalista Mauro Rostagno è stato ucciso dalla mafia siciliana. I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna all'ergastolo per Vincenzo Virga e assolto Vito Mazzara nel processo per l'omicidio del giornalista Mauro Rostagno. Cresciuto a Torino, in una casa popolare nella zona di corso Dante, nel 1960, a diciott'anni, si sposa con una ragazza poco più giovane di lui, dalla quale ha la prima figlia. L'accertamento della morte di Rostagno per mano della mafia non ha mai escluso difatti il collegamento con il traffico d'armi. Write CSS OR LESS and hit save. Dopo lo scioglimento di Lotta Continua, alla fine del 1976, da lui fortemente voluto, ritorna a Milano e nell'ottobre 1977 è fra i fondatori di Macondo (nome tratto da Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez), un centro culturale che divenne punto di riferimento per l'estrema sinistra alternativa, fino a quando non venne chiuso dalla polizia il 22 febbraio 1978, per le attività legate a spaccio di sostanze stupefacenti. [22], Tra le motivazioni del delitto, deciso dai vertici di Cosa Nostra trapanese vi sarebbero le sue numerose denunce del potere della criminalità mafiosa siciliana (specialmente sull'omicidio Lipari) e il rifiuto del giornalista a più miti consigli, fatto con minacce e pressioni. Le dichiarazioni di Sinacori vennero anche confermate dai collaboratori Giovanni Brusca ed Angelo Siino, che parlò anche di un misterioso viaggio compiuto in Sicilia da Licio Gelli (Gran Maestro della loggia P2) nel periodo del finto sequestro del bancarottiere Michele Sindona (agosto-ottobre 1979)[30]; secondo Siino, Gelli venne in Sicilia per proporre un piano separatista ai massoni trapanesi, che in realtà doveva servire per fare arrivare un avviso ricattatorio ai precedenti alleati politici di Sindona. Mauro Rostagno Condanna all’ergastolo definitiva per Vincenzo Virga, confermata l’assoluzione di Vito Mazzara. «Il magistrato che ne ordinò la plateale cattura non aveva altro appiglio che la propria stolida vanità. Tornato in Italia, si stabilisce a Milano dove, presa la licenza liceale con il proposito di fare il giornalista, resta coinvolto in un gesto di protesta, rischiando di essere investito da un tram mentre è sotto il consolato spagnolo si protesta per la morte di un ragazzo ucciso in Spagna dal regime franchista. L'esperienza transalpina, tuttavia, dura poco. Il legame con Gladio invece emergerà anche sulla pista mafiosa, attraverso un intreccio tra cosche, massoneria deviata, settori militari corrotti e Gladio stessa (in passato collegamenti emersero già per quanto riguarda la strage di Alcamo Marina, avvenuta sempre nel trapanese), finalizzato al traffico di droga e armi, mettendo in luce un inquietante legame con episodi criminosi come l'omicidio Alpi-Hrovatin. L’udienza adesso sta andando avanti con l’intervento delle parti civili e poi sarà la volta delle difese dei due imputati. Il "pentito" di LC Leonardo Marino aveva accusato Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi dell'omicidio Calabresi e furono inviati avvisi di garanzia a gran parte dell'ex dirigenza del movimento extraparlamentare per coinvolgimento nel delitto o in rapine di autofinanziamento. [10], Nel 1981, quando Osho si trasferisce negli Stati Uniti d'America per fondare la controversa comunità di Rajneeshpuram in Oregon, Rostagno torna in Italia e fonda a Lenzi, vicino a Trapani, la comunità Saman, insieme a Francesco Cardella e Chicca Roveri, divenuta nel frattempo la sua seconda moglie. Nel 1997 emerse una pista che portava al traffico d'armi e alla guerriglia somala, all'uccisione della giornalista Ilaria Alpi (assieme a quella del suo cameraman Miran Hrovatin) in Somalia e all'agente del SISMI (i Servizi segreti militari italiani), il maresciallo Vincenzo Li Causi; quest'ultimo operò in quegli anni per l'organizzazione Gladio a Trapani e nella zona coordinò una base logistica del SISMI, la Skorpio presso il Centro Scorpione, nata nel 1987 e dietro alla quale, secondo diverse dichiarazioni, si nascose una cellula di Gladio. Ritornato in Italia, si iscrisse alla facoltà di Sociologia dell'Università di Trento, divenendo ben presto uno dei leader di punta del Sessantotto italiano. 76 le persone indagate, 16 quelle arrestate, 13 delle quali accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso. Durante questo periodo si avvicina al leader socialista Bettino Craxi, che sostiene le attività di Saman e degli amici di Rostagno e Cardella. Mauro Rostagno fu vittima della potente mafia trapanese, il suo omicidio risale al 26 settembre 1988, e oggi pomeriggio la Cassazione ha messo il sigillo finale. Attraverso la TV denuncia le collusioni tra Cosa nostra e politica locale: tra i tanti servizi giornalistici di denuncia del fenomeno, la trasmissione di Rostagno seguiva tutte le udienze del processo per l'omicidio del sindaco Vito Lipari, nel quale erano imputati i boss mafiosi Nitto Santapaola e Mariano Agate, che durante la pausa di un'udienza mandò a dire a Rostagno che «doveva dire meno minchiate» sul suo conto[12]. È amareggiata Carla Rostagno, la sorella di Mauro, che nel processo si è costituita parte civile con l’avvocato Fabio Lanfranca: «Abbiamo dovuto … Rostagno viene arrestato ma prosciolto. La Suprema Corte ha dunque confermato la condanna per il boss trapanese, ritenuto il mandante dell'omicidio, avvenuto a Valderice la sera del 26 settembre del 1988. Nel 1970 Rostagno si laurea in sociologia con una tesi di gruppo su Rapporto tra partiti, sindacati e movimenti di massa in Germania, con una provocatoria discussione nonostante la quale consegue il massimo dei voti e la lode. L'esperienza determinò una rottura dei vecchi schemi didattici, ma dall'altro condurrà molti dei suoi protagonisti all'estremismo di sinistra e alla drammatica esperienza della lotta armata, tra cui Curcio (Rostagno, in questo periodo soprannominato anche "il Che di Trento", divise anche l'appartamento con lui per un po' di tempo) e la Cagol, che fonderanno in seguito le Brigate Rosse.[7]. Per non farsi mancare niente, quel magistrato mandò un manipolo di armati a cercare Chicca anche a casa mia, la mattina dell'arresto: trovata imbecille e lusinghiera» scrisse l'exc leader di LC nel 2009. Ma anche orientamenti di pensiero di taluni rappresentanti istituzionali dell'epoca naturalmente adesivi verso la presenza della mafia. In seguito Francesco Cardella e il suo autista Giuseppe Cammisa furono indicati come trafficanti di armi: un'inquietante teoria, che descriveva la morte di Rostagno come legata alla scoperta di un traffico d'armi con la Somalia, attraverso due ex dragamine della marina svedese acquistati dal Cardella per la Saman come sede "marina" della comunità, ma che spesso furono visti a Malta e, sembra, nel corno d'Africa. Per Carla Rostagno, sorella di Mauro, invece, l'intervento di Fabio Lanfranca, che ha puntato sulla necessità di riportare in appello il processo contro Vito Mazzara. [3] Sul luogo dell'agguato è stato posizionato un monumento commemorativo che recita: Mauro Rostagno - "vittima della mafia" - «Io sono più trapanese di voi perché ho scelto di esserlo». 16 le In primo grado furono condannati gli unici due imputati, Vincenzo Virga, capo mafia a Trapani, e Vito Mazzara, il killer di fiducia di Cosa nostra trapanese. Infatti le indagini dell'epoca non avevano considerato alcuni verbali redatti da Rostagno alcuni mesi prima di essere ucciso, in cui scriveva di essere venuto a conoscenza che Gelli era venuto a Trapani più di una volta ed era stato ospitato dai boss mafiosi Mariano Agate (iscritto alla loggia massonica segreta Iside 2) e Natale L'Ala.[31]. In appello Mazzara, accusato di essere il killer, è stato invece assolto. Ma a 32 anni dall’omicidio resta un mistero chi fu a sparare con i due fucili utilizzati. #pioggia #pioggia☔️ #arcobaleno #rainbow #rain, #alcamomarina #mare #sea #maremosso #onde #spiaggi, La rinascita dello Zingaro ❤ La giustizia italiana cerca di aggiustare il pasticcio combinato nel febbraio 2018 quando venne assolto Vito Mazzara, il presunto killer di Mauro Rostagno e venne, invece, condannato il mandante, il boss Vincenzo Virga ma, dopo due ore e mezza di camera di Consiglio, i giudici della Cassazione confermano: il killer va assolto, il mandante condannato. Bettino Craxi e Claudio Martelli, quest'ultimo presente al funerale di Rostagno, indicarono subito la responsabilità della mafia nell'omicidio, ma nel 1996 la procura di Trapani reagì all'indicazione della pista mafiosa, accusando i due esponenti socialisti di voler depistare le indagini. Alle Elezioni politiche italiane del 1976 si candida alla Camera come LC nella lista Democrazia Proletaria nei collegi di Milano, Roma e Palermo, ma il seggio non scatta per pochi voti. E’ cominciata alle 11 e presumibilmente proseguirà per l’intero pomeriggio, l’udienza davanti ai giudici della Cassazione sul caso dell’omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno, assassinato dalla mafia il 26 settembre del 1988 a Trapani, mentre in auto, a sera inoltrata, faceva ritorno nella comunità Saman dalla tv Rtc, dove lavorava. Sostanzialmente ricalcando il ricorso della Procura generale di Palermo contro la pronuncia dei giudici della Corte di Assise di Appello di Palermo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 6 dic 2020 alle 02:08. Il delitto mafioso fu la pista percorsa immediatamente dagli inquirenti: il capo della squadra mobile Calogero Germanà affermò che si trattava di un delitto tipicamente mafioso mentre il maggiore Nazareno Montanti, capo del "Raggruppamento operativo speciale" dell'Arma dei Carabinieri di Trapani, lo riteneva un omicidio commesso da dilettanti, per il fatto del fucile esploso in mano al sicario. #riservanatura, #riservanaturaledellozingaro #riserva #mare #sea #, #alcamo #montebonifato #castellodiventimiglia #nov, #alcamomarina #alcamo #magazzinazzi #mare #sea #8n, #castellammaredelgolfo #riservadellozingaro #golfo, #alcamo #alqamah #castellammaredelgolfo #tramonto, #giroditalia #secondatappa #alcamoagrigento #alcam, Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Era figlio di genitori piemontesi, entrambi dipendenti Fiat. L’udienza sta proseguendo con gli interventi dei difensori dei due imputati. Venne assassinato in Sicilia da Cosa nostra;[1][2] dopo l'omicidio del magistrato Antonino Saetta. Quello che ci ha spinto 13 anni fa a lanciare il nostro appello alle Istituzioni, su cui abbiamo raccolto oltre 10.000 firme di cittadini L'esperienza in "Lotta Continua" e la creazione di "Macondo", Il collegamento con l'omicidio Mastrantonio, Presunti collegamenti coi servizi segreti ed il delitto Alpi-Hrovatin, Le indagini dei legami tra "Cosa Nostra" e massoneria, fonte: Mauro Rostagno: Prove tecniche per un mondo migliore, Rostagno, operaio, sociologo e sessantottino Da Lotta Continua a Saman, fino ai killer, La Piovra alza il tiro, vuol bloccare i processi, Come detto dalla sorella Carla nel documentario Rai della serie, Da Lotta Continua agli "arancioni". Dopo la laurea, per due anni fa il ricercatore al CNR, poi si trasferisce a Palermo tra il 1972 e il 1975, perché gli viene conferito l'incarico di assistente nella cattedra di sociologia dell'Università di Palermo. Lo conferma sui social Maddalena Rostagno, figlia di Mauro, il sociologo ucciso da Cosa nostra il 26 settembre del 1988. Confermato l'ergastolo per il boss Vincenzo Virga e l'assoluzione per Vito Mazzara. Prima hanno già parlato gli avvocati delle parti civili. Oggi salutiamo con soddisfazione la fine del Processo Rostagno, innanzitutto perché è stata certificata quella verità che i cittadini conoscevano sin dal primo momento successivo all’omicidio, e cioè che Mauro è una vittima di Storia di un leader, Mauro Rostagno, l'ultima proroga (1.a parte - dicembre 2007) - YouTube. La Cassazione ha confermato l’ergastolo a Vincenzo Virga, ritenuto il mandante dell’omicidio di Mauro Rostagno nel 1988. La sentenza della Cassazione è attesa per la tarda serata di oggi. Mauro, marxista libertario, non violento e profondamente contrario alla lotta armata, fu tra i fondatori del movimento Lotta Continua insieme con Adriano Sofri, Guido Viale, Marco Boato, Giorgio Pietrostefani, Paolo Brogi, Enrico Deaglio nel 1969. Quella sera del 26 settembre 1988 per uccidere Rostagno fu usato un fucile che solo un ottimo esperto di armi poteva usare, Mazzara sparò e uccise con quell’arma alla quale poi saltò la cassa in legno, solo lui poteva usarla. [15] Omicidio Mauro Rostagno, la Cassazione condanna Virga e assolve Mazzara E' di poco fa la pronuncia della Cassazione che chiude definitivamente il processo per il delitto di Mauro Rostagno. Si reca prima in Germania, poi nel Regno Unito, dove si adatta a svolgere i mestieri più umili. In particolare Fausto Maria Amato, per Chicca Roveri, la moglie di Mauro Rostagno, e per Maddalena Rostagno, figlia di Mauro, ha messo l’accento sulla necessità di poter arrivare alla verità sul delitto, l’assoluzione di Vito Mazzara sarebbe una macchia difficile da cancellare e che finirebbe con il nascondere lo scenario criminale riguardante non solo l’uccisione di Rostagno ma anche quello che in quel 1988 maturava a Trapani nei rapporti tra mafia e politica e che oggi sono quelli “governati” dalla nuova mafia, discendente da quella vecchia mafia contro la quale Mauro Rostagno … Nel corso di una manifestazione giovanile, viene fermato dalla polizie e successivamente espulso. Mauro Rostagno, 31 anni dopo la morte dieci persone a giudizio: “Falsa testimonianza al processo per l’omicidio” I giudici di Piazza Cavour hanno rigettato i ricorsi […] Anche l'avvocato con cui il fondatore di Saman si era confidato, Giuliano Pisapia, smentirà seccamente le menzogne contenute nel rapporto del colonnello Dell'Anna: «Rostagno non voleva certo testimoniare contro i suoi compagni, come provano le registrazioni dei suoi interventi alla televisione privata di Trapani dove ribadiva la sua fiducia a Sofri e rivendicava la propria militanza in Lotta continua.