Più in generale: non esageriamo! Che balla! Gassosa venduta in una bottiglietta bianca dotata di un particolare sistema di chiusura dall'interno della bottiglia stessa: a fungere da tappo era una pallina contenuta all'interno della bottiglia; la pallina, spinta in alto dall'anidride carbonica, si incastrava presso l'uscita della bottiglia, tappandola. Particolare fuoco d'artificio che, una volta acceso, saltellava in modo disordinato creando scompiglio ed il fuggi fuggi dei presenti. Nel caso opposto, presa in antipatia la famiglia irriguardosa, manifesta una seconda natura malefica e si vendica creando ogni specie di guai. Offendere. Seno prosperoso. È un buontempone, un giocherellone, un mattacchione. Accrescere in modo esagerato il valore, la nobiltà di una persona. Ma come? Raccolta di frasi contenente i modi di dire italiani più belli, frasi idiomatiche famose e divertenti con relativa spiegazione. È noto che furono un bue e un asinello a tenere al caldo Gesù Bambino nella mangiatoia. Si dice per per prendere in giro chi si gloria, senza averne alcun motivo, di aver fatto qualcosa di straordinario. Espressione riferita ad una persona completamente priva di scrupoli e di senso morale. Io faccio e tu disfi, io creo e tu distruggi, io aggiusto e tu guasti; smettila di crearmi difficoltà, di mettermi i bastoni fra le ruote! Lo si può dire anche dei bugiardi, dei ciurmatori, dei faraboloni, dei millantatori. Era consuetudine lavarsi il viso e le mani, appena desti, in una bacinella in cui si versavano acqua e petali di rose. Si dice di chi parla senza misura, logorroicamente, di chi in modo saccente vuole a tutti i costi, con argomenti futili, inconsistenti prevaricare, dire un'ultima parola – una parola superflua perché insulsa – in ogni discussione. Essere sempre in movimento, non riuscire a star fermi. Ecco una lista di modi di dire napoletani. Essere medico di successo, ricco, ma anche: veniale, privo di scrupoli, esoso, interessato unicamente al guadagno. Vestirsi con eccessivo sfarzo, agghindarsi vistosamente. riferimento al pudore delle antiche sculture di nudo): Colui che resta deluso dalle situazioni, Perdere a Filippo e o panar (Perdere sia Filippo che il cesto): Essere indeciso tra due cose e perderle entrambe, Friere o pesce cu l’acqua e fà e nozz che fiche secche (Friggere il pesce con l’acqua e fare le nozze con i fichi secchi) : Ottenere il massimo da ogni situazione, Vulè ò cocco ammunnato e bbuono (Volere il cocco sbucciato e saporito) :  Volere tutto bello e pronto, A copp Sant’Elmo vò piglià o purpo a mmare (Da Castel Sant’Elmo vuoi pescare un polpo a mare) :  Aspirare a un’impresa impossibile come pescare un polipo da una collina, Acquaiò, l’acqua è fresca? Citato in Isa Rampone Chinni e Tina Palumbo De Gregorio. Essere una persona a cui è stato chiesto aiuto, ma che si presenta come disponibile solo dopo molto tempo dal fatto. Fingersi tonto per eludere un compito difficile, rischioso, per evitare complicazioni. Spremersi le meningi, stillarsi il cervello, sottoporsi ad un faticoso lavoro mentale. Tirare fuori, rivelare, dare infine la stura a tutto quello che ci si è tenuto dentro, tacendo, per molto tempo. Incalzare qualcuno ragionando, metterlo alle strette. Tre inseparabili e poco raccomandabili messeri. Si dice di una donna dal seno molto piccolo. Riguardano tutti gli aspetti dell’umano vivere e anche se le metafore riguardano situazioni oramai passate i messaggi sono ancora calzanti e attualissimi. In senso spregiativo: impiegato addetto al trattamento ed alla creazione di scartoffie. Fu importato a Napoli dagli Ateniesi circa venticinque secoli fa. Una persona di scarso senso etico, spudoratamente disonesta. La Madonna di Castello, venerata nel Santuario di Santa Maria a Castello a Somma Vesuviana. Citato con spiegazione in Altamura e Giuliani. Abbiamo parato spesso della bellezza e della musicalità della lingua napoletana: elegante e morbida ma allo stesso tempo incisiva e dura, proprio come la vita, in bilico tra dolcezza e crudeltà. Vantati fanfarone mio finché non ti sgonfio. Dare in escandescenze. Sorta di parola d'ordine con cui i camorristi riuscivano a far entrare a Napoli qualsiasi cosa in totale franchigia, eludendo con questa formula ogni controllo. Proporre qualcosa con insistenza, più e più volte./ Mettergliela spesso innanzi perché se ne invogli, Sbacchiargliela. Scavi di Pompei: frasi dei graffiti tradotte in napoletano. Queste frattaglie, in sé non appetibili, te le prepari con le uova per rendertele più gustose. Non sono disposto a dimenticare ed alla prima occasione mi vendicherò. Fallisce, fa cilecca, manca il suo obiettivo. Si mangiavano nelle serate invernali fritti in olio, sale ed un pizzico di peperoncino. / Saranno altri, quelli che verranno dopo, a sopportarne le conseguenze, a doversela sbrogliare. Dicesi Stare una cosa tieneme ca te tengo di cosa che tentenni, barcolli, stia male in piedi o accenni di cadere. Tu sei l'elemento decisivo, imprescindibile, indispensabile; il fattore risolutivo. Molte sfumature di significato date dalla modulazione del tono della voce. Usato in numerose espressioni con registro espressivo volgare: Due possibili significati: 1) con connostazione positiva: sveglio, scaltro, smaliziatissimo, determinato, intraprendente, molto in gamba. Agire in tutta segretezza, facendosi poi scoprire. Proverbi Napoletani sul Cibo e il mangiare: i 30 più belli (con traduzione) Quann’ ‘o mellone jesce russo, ognuno ne vo’ ‘na fella. Mancano le condizioni per realizzare un progetto. Avere esito vano ed infelice, andare al nulla, essere perduto. Espressione con cui veniva chiamato un piatto di pasta con cacio e pepe venduto al prezzo di due soldi. Appassionata di letteratura, di cinema e di musica, ha trovato a Napoli la sua personale dimensione di vita! Carautielle: cibo immaginario. Volere qualcosa comodamente, senza darsi la minima pena di affrontare difficoltà o di fare sforzi. È fuori discussione che resto sempre un passo indietro rispetto a Voi e sottoposto in ogni momento alla Vostra autorità. Cibo da mangiare appena fritto, immediatamente, dalla padella al palato. O: 'a museca ciappunesa, oppure: 'a museca d''a Barra. Avere la straordinaria capacità, l'abilità di ottenere, realizzare quello che si desidera. Dal greco Kartallon: cesta o paniere dal dorso appuntito; l'aggiunta della. Tra i modi di dire napoletani divertenti, ci sono tutte le espressioni dialettali contenti la parola "mannaggia" (o " mannaccia "). Malissimo. È un progetto, una realtà disastrosa. Il sole, così radiosamente alto nel cielo, così remotamente lontano dalle tribolazioni umane, il cui solo impegno è splendere e contemplare sempre sereno e imperturbato la creazione in tutta la sua bellezza, senza che mai giunga a lui neppure un'eco della fatica, dell'affanno del vivere, senza doversi mai dare pensiero di nulla. Essere al settimo cielo. Es: Persona gioviale. ". Allo stesso modo fare l'arte del sole vuol dire trascorrere l'intera vita in piacevole ozio, mai offuscati, affrancati per sempre dal peso di gravami, intralci, difficoltà; in piena beatitudine, solo dediti al lieto e spensierato godimento dei piaceri. Anche Squagliasole o Pesce bannera (Pesce bandiera): Trachipterus Taenia (Trachittero Tenia). Ma anche: persona fastidiosa, molesta, insistente, assillante. Zennà': far cenno; zennariéllo: Ammiccamento. Monete d'oro, nel gergo dell'antica camorra. Fra le possibili: Su, su!, Sbrighiamoci!, Che esagerazione!, Che bugia!, l'hai sparata proprio grossa! Opporre indifferenza agli insulti, sopportare con distacco e con ciò trionfare delle avversità, nella totale accettazione della vita cosi com'è. / In passato procacciatori di clienti per avvocati. Una casa che non gode di buona reputazione: il doppio ingresso si rivela particolarmente conveniente per il coniuge inquieto, disinvolto, dedito ad attività extraconiugali: entrare discretamente e svignarsela in tutta impunità e sicurezza non è difficile. Citato in Vincenzo Tenore e Giuseppe Antonio Pasquale. Due fatti, due circostanze negative concomitanti o in immediata successione. Es. Indice 1 A 2 B 3 C 4 D 5 E 6 F 7 G 8 H 9 I 10 J 11 L 12 M 13 N 14 O 15 P 16 Q 17 R 18 S 19 T 20 U 21 V 22 Z 23 Note 24 Bibliografia 25 Voci correlate A [] 'A Bella 'Mbriana. Completamente di propria iniziativa, in modo improvviso ed inatteso; rispondere, commentare facendo immediatamente seguito, botta e risposta o anche interrompendo o sovrapponendosi all'altrui discorso. Fare di un piccolo fastidio una tragedia, ingigantire un'inezia. Il vino cotto veniva bevuto anche d'inverno al fioccare della prima neve. Riferito a persona non imparziale: pronta a vedere, riconoscere qualcosa quando gli fa piacere o comodo; completamente cieco, in caso contrario, anche di fronte all'assoluta evidenza. Perché e quando a Napoli si dice "a quatt'e bastune, Cultura classica e mondo subalterno nei Peducoli di Gennaro Aspreno Rocco, https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Modi_di_dire_napoletani&oldid=1114130, Pagine che utilizzano collegamenti magici ISBN, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Avvertenze di consultazione ed esclusione di responsabilità. (Ad Afragola il sole sorge più tardi di Napoli). Parlare in modo offensivo, parlare in modo volgare e / o offensivo. Detti e proverbi di una cultura che non morirà mai: Gesù Cristo rà o ppane a chi nun tene e rient (Gesù da il pane a chi non ha i denti): La fortuna capita a chi non sa sfruttarla, A lavà a capa o ciuccio se perde l’acqua e o sapone (A lavare la testa all’asino si perdono acqua e sapone) : Parlare con gli ignoranti è solo una gran perdita di tempo, Ià fernì a mare cu tutt e pann (Devi cadere in mare ancora vestito) : Cadere in disgrazia, L’urdema mattunella rò cesso (L’ultima mattonella del bagno) : Colui che non conta niente, Fà a recotta (Fare la ricotta) : Oziare tutto il giorno e per lunghe ore, Addò sperdetteno a Gesù Cristo (Dove lasciarono Gesù Cristo) : Luogo difficile da raggiungere, O guappo e cartone (Pallone gonfiato): Colui che vuole a tutti i costi ostentare doti che in realtà non possiede, Rà è carte e musica mman ò barbiere e lanterne mman e cecat (Dare uno spartito in mano a un barbiere e una lanterna nelle mani di un cieco) : Dare a qualcuno un oggetto che non sa utilizzare, Cù na man annanz e nata arret (Con una mano avanti e un’altra dietro. Con questa espressione si mette in caricatura chi ha una testa grossa e informe. Perciò in senso traslato dinota. E che lavoro è mai quello di scaldare i chiodi? Sta' attento, bada a quello che fai, ti stai mettendo in una sistuazione difficile, rischiosa, pericolosa! Sigarette di contrabbando esposte nel seno o nelle calze della venditrice e prelevate, in modalità self-service, dal cliente stesso. Fare il cascamorto, lo smanceroso. Tutto, Tutti o Tutte insieme, senza distinzione. Al passaggio del corteo funebre piangono non solo le persone, ma anche le pietre della strada. ", Formula di derisorio riguardo impiegata per ridimensionare chi si dà eccessiva importanza o ha un atteggiamento borioso, spocchioso (il glande è qui menzionato come sinonimo di stupidità). Ragionamento tortuoso, molto complicato, arzigogolato. "Fare da spettatore alle effusioni amorose di due fidanzati e risale all'uso romano di accompagnare gli sposi reggendo fiaccole accese. Anche chi non vale nulla si permette di sentenziare. L'effetto esiziale prodotto nello sventurato ascoltatore da chi suona o canta male. Si dice per esprimere rifiuto, repulsione. Avere una moglie tutt'altro che formosa e procace, essere sposati ad una donna magrissima, scarna. Situazione complicata, intricata, difficile e, in fondo, poco seria. Sembra che per anticiparne la maturazione si iniettasse nel frutto ancora piccolo e acerbo qualche goccia di olio. Il precursore, l'antenato della carta igienica. Telefono, nel gergo della malavita antica. Mozzarella di bufala di Battipaglia di notevoli dimensioni (fino a 5 Kg), sormontata al centro da una sporgenza a forma di capezzolo. Tutto, di tutto; con ironia: un po' di tutto e anche qualcosa in più. Persona piena, colma di qualità negative. La traduzione è di Patrizia Rotondo Binacchi. Citato in Stefano Tettamanti e Laura Grandi. Tu conti poco. Un debito grosso più grande ne copre uno vecchio. Faccendiere. Tenere segreto. Si dice a chi pontifica enunciando le più. Un velato accenno. Il ragù era un piatto tradizionale dei giorni festivi, fare la passeggiata del ragù significa fare la passeggiata domenicale. Sono entrato, l'ho preso, l'ho avuto, l'ho fatto, di nascosto, furtivamente, con un sotterfugio, Espressione del gergo "più basso e difficile. È stato smascherato, si è scoperto che è un imbroglione. Lo dice l’Unesco, Federico II: 30 lezioni gratis di Dialettologia, c’è anche il Napoletano, Leggende in Lingua Napoletana: ‘A Sirena Partenope: comme nascette Napule, L’Amica Geniale porta in tv la lingua napoletana: riscoperte parole in disuso. Mi stai esasperando al punto che avrei una voglia fortissima di somministrarti una robusta dose di schiaffi. Il portazecchini, il portamonete, nel gergo della malavita antica. Un tempo i solai venivano fabbricati in lapillo bianco: ammassato sul piano superiore delle abitazioni, veniva battuto, con un lavoro che univa forza e pazienza, per giorni interi con la. Rimproverare veementemente, aspramente un pallone gonfiato, dicendogli il fatto suo senza moderarsi in parole e argomenti. Pioggia improvvisa, copiosa, a forti rovesci, diluviale. È stato colto in flagrante con la refurtiva. Apicella racconta un aneddoto riferito a questo modo di dire: Uno. Qua trovi le espressioni idiomatiche con i numeri che cercavi. O "zandraglia": dal francese "les entrailles": le viscere. Fai la pacchia. Cedere i propri beni ai creditori e, in senso figurato, calare le brache. I dispiceri potrebbero facilitare o accrescere i disturbi cardiaci che anticamente venivano curati con lo zucchero, costoso. Lo scaltro "te lo fa negli occhi" (latino: 'A gallenella: diminutivo di gallina. Il bilancio dell'iniziativa, dell'operazione è stato positivo, vantaggioso. Desiderare l'irrealizzabile, l'impossibile. Non c'è più niente da fare, sono rimasto totalmente e definitivamente fregato. Si dice con ironia, di chi, risalito, arricchitosi, si dà arie da gran signore parlando in un italiano pieno di errori. (Dicendolo (valga) per i cani, mai per gli uomini.) Come chiedere all'oste se il suo vino è buono. Si dice quando due circostanze avverse concomitanti rendono impossibile realizzare qualcosa. (, Due persone assolutamente estranee sia per parentela che per affinità. Provaci con chi ancora non ti conosce, con me affari non ne fai più. Alternativa più discreta, più velata per : cazzo. Abbiamo raccolto moltissimi proverbi e detti napoletani. Dicesi di persona testarda, che finisce per rovinarsi da solo. Esclamazione che esprime meraviglia di fronte a situazioni spiacevoli, che sorprendono sgradevolmente o per esprimere un'ampia gamma di sentimenti: stupore, paura, meraviglia, insofferenza, impazienza o altri simili. Persona fastidiosa, noiosa, molesta, assillante; sgradevole come il terapista che curava le piaghe purulente applicando ad esse una fonte di calore. Come se ne viene, verrà fuori? Gara di canto a responsorio fra due contendenti che, in occasione delle feste patronali, in piedi su sostegni – sovente botti – davanti al pubblico che decideva con il suo favore il successo, si rivolgevano reciprocamente astrusi quesiti sui particolari più minutamente dettagliati relativi alla vita di San Guglielmo da Vercelli, fondatore del tempio e del convento di Montevergine e del Goleto Presso Sant'Angelo dei Lombardi. Due persone che si trovano d'accordo sul proprio disaccordo, entrambe restano catturate in un circolo vizioso perché fanno qualcosa di propria iniziativa senza però farla di buon grado: Giorgio non si licenzia perché teme di offendere il vescovo che non lo licenzia perché teme a sua volta di offenderlo. Espressione di grande meraviglia, sorpresa, sconcerto. I venditori di torrone sono i primi ad allestire, in occasione delle feste popolari, i banchi di vendita e gli ultimi ad andar via per esaurire la merce. Agire in modo ambiguo, subdolo, manovrando copertamente con dissimulata scaltrezza per procurarsi un utile disonesto, illecito. La spiegazione è in Zazzera, Citato in Tommaso Pironti, 'O Lupommenaro d. Si veda, più dettagliatamente alla lettera F: Figura di furfante tramandata da un'antica tradizione popolare. Abbiamo raccolto per te alcuni proverbi e modi di dire napoletani, leggili! Il napoletano è l'unico dialetto ad avere una propria letteratura, un ampio bagaglio di canzoni, una sua scala musicale, e persino un proprio orientamento intellettuale. Elenchiamo di seguito alcuni tra i principali modi di dire napoletani.. ovviamente in napoletano. Essere invidiosi e quindi autodanneggiarsi. Misurare il rispettivo valore. In forma corrente: scummiglià, scoprire (opposto di coprire), mettere a nudo, svelare. Abbiamo raggiunto un accordo su tutti gli aspetti fondamentali, ora vogliamo far fallire tutto per qualche dettaglio di poco importanza? Più in generale qualsiasi situazione in cui regnino incontrastati il caos, l'inettitudine, la negligenza, l'indisciplina, il disinteresse. Citato in Antonio Altamura, Francesco D'Ascoli. Antica espressione impiegata col significato di: distanza grandissima, enorme fra due punti. Con questo appellativo confidenziale le "parenti". Non una qualsiasi conserva di pomodoro, dunque, se: " [...] quando una punta di cucchiaio di quella rossa poltiglia si mescolava alla pasta con fagioli (non escluso un pizzico di pepe) o al ragù (che bisognava far. Sopportare con rassegnazione. Bastonare pesantemente uno sventurato sulla schiena e sulle spalle. Chiudere gli occhi per non vedere. Immediatamente. Occorre tener presente che questo termine reca in sé l'impronta di una concezione svalutativa dell'omosessualità molto diffusa in passato ed ha pertanto una connotazione fortemente offensiva. Situazione, cosa, condotta poco seria, superficiale, confusa, inconcludente, che crea disordine. Sopirla. Guantai era il nome di un quartiere di Napoli in cui erano ospitate numerose fabbriche di guanti che esponevano come insegna un guanto. Fa acqua da tutte le parti. Stu cafè è 'na chiavica: questo caffè è assolutamente imbevibile. Prendere sonno. Essere al colmo della felicità, essere al settimo cielo. Citato in Agnese Palumbo e Maurizio Ponticello, Citato in Tammaro Mormile, Albatros Edizioni. Costringere a sopportare molte sofferenze, dare infiniti grattacapi (dati ad esempio da un figlio scapestrato). Piccoli cocci di piatti usati ben torniti e arrotondati che, in mancanza di monete metalliche, erano impiegati ai ragazzi come poste di gioco, una sorta fiches senza corrispettivo in denaro, Grido di incitamento degli scugnizzi che, nel lontano passato, si affrontavano in alcune zone di Napoli in una gara a squadre violenta scagliandosi sassi. Patti chiari: soldi (o lavoro) contro merce subito. Stanza, ambiente in cui regna incontrastato il totale disordine, l'ingovernabile confusione, il caos. Non faccio alcun conto di quello che dici. Camuffare per occultare difetti e gabellare per buono, perfetto, autentico: imbrogliare. Mi sa tanto che non dura! L'infermiere del manicomio; il castigamatti; persona affaccendata; chi avoca a sé la direzione di un'impresa o di una riunione; un capo autoritario che riporti ordine. Senza disporre di adeguati mezzi economici non si realizza nulla. Riempirsi lo stomaco, farsi una scorpacciata, rimpinzarsi, satollarsi ben bene. Avere una fortuna assolutamente imprevedibile. Modo affettuoso, vezzeggiativo di chiamare un bambino. La pacchia è finita. Ma dove mai potrei riuscire a trovare, ottenere, procurarmi questa cosa? Esortazione a dare un aiuto a provvedere alle necessità della famiglia o per evitare il definitivo fallimento di un affare che ha preso una cattiva piega. Come abbiamo gia' visto in altri topic , i napoletani sono soliti usare locuzioni divertenti per indicare qualsivoglia stato di cose; locuzioni che si tramandano da padre in figlio, da anni, e che sono entrate a far parte del patrimonio Fescina: paniere di forma conica per la raccolta di fichi ed uva. Chi per inclinazione ed abilità innate pratica abitualmente l', Pettegolezzo, parlottio, chiacchiericcio segreto, confabulazione, mormorazione; il macchinare, l'orchestrare, il concertare copertamente progetti malevoli. In senso lato: la dentiera o la dentatura. Due inconciliabili, acerrimi nemici. Possa la fortuna sorriderti sempre, che tu possa avere ogni più grande felicità, ti auguro ogni bene, tutto il bene possibile! Qui ognuno fa i propri comodi, bada esclusivamente al proprio interesse e tutto, di conseguenza, versa nel più completo marasma. '. In senso ironico: Ma certo! : Tale sembra una persona che risponda con reazioni emotive incoerenti, paradossali ad eventi che per loro natura dovrebbero suscitare stati d'animo diametralmente opposti. I tanti modi di dire, la possibilità di coniugare quasi tutti i verbi, la robustezza del corpus idiomatico la rendono a tutti gli effetti, una lingua. Citato, con lezione leggermente diversa, in, Per gli aspetti connessi al culto delle anime del Purgatorio si veda Cimitero delle Fontanelle, sezione: Il culto delle anime. Si usa anche per raccomandare di evitare i viaggi per mare, se non strettamente necessari (ma si usa anche la variante moderna "pe' ccielo e pe' mmare", per includere i viaggi in aereo). Al. Far l'arte del funaio significa percorrere a ritroso la strada che porta al successo, regredire anziché progredire. Fannullone. Si tratta, letteralmente, di una espressione di imprecazione contro qualcuno o qualcosa che sta per "sia maledetto". Granchio, ma anche raffio, arpione, uncino. Si dice per prendere in canzonatura chi dà prova di non saper fare il suo mestiere. Ho capito chiaramente che mi si vuole imbrogliare. Più in generale: "Ampliare, esagerare checchessia, Spacciare miracoli. La spiegazione è in Altamura e Giuliani, p. 57. Nel gergo della malavita: guappo, uomo "di rispetto". Veri e propri fiocchi di neve, raccolta, accumulata, sotterrata in sacchi nella stagione invernale e dissotterrata in quella estiva, per essere offerta in vendita, mista a vino cotto (bollito con zucchero) che veniva preparato in autunno e conservato in bottiglia. Arrampicarsi sugli specchi. Il mio comportamento è ineccepibile, impeccabile. È la cosa più normale del mondo! Si invocano così, nello sconforto, Dio e la Madonna, come ad implorarne l'intervento, quando si attraversa un momento particolarmente difficile. Si potrebbe −. Parlare trattenendosi – per paura, calcolo, superficialità – dal dire tutto, parlare in modo reticente, passando sotto silenzio cose importanti. Si dice — talvolta con ironia — di persona con molti corteggiatori o di negozi o studi con molta clientela. 'E guagliune d' 'a guainella. La Giustizia, nel gergo della malavita antica. Citato in Mineco Piccinni (Domenico Piccinni). — I, (Fradicia: marcia, marcita). Arrivederci (congedandosi da più persone, o da una persona con un più formale Voi di cortesia). Si dice con ironia di chi allestisce grandi preparativi per poi ottenere scarsi risultati. Citato in Anna Menafro e Mariarosa Amodio. Imprecare invano, gridare inutilmente contro qualcuno che è lontano e non può, perciò, sentirci o che non se ne preoccupa più di tanto. La denuncia del sindacato: “Numero più alto in Europa, una catastrofe”, MANN e Comix insieme per le strade di Napoli: nasce il nuovo calendario 2021, Fondazione Cannavaro Ferrara vicina ai poveri di Napoli: tombola solidale ed eventi online per raccogliere fondi, Pontecagnano, il sindaco dice no ai fuochi d’artificio: “Che siano festività sobrie”, Conte incontra governatori e partiti: ipotesi Italia zona rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio, Reggia di Caserta, via ai lavori di restauro della Peschiera Grande, Il Napoletano non è un dialetto ma una lingua. L'appellativo "schiavone", sinonimo di slavo, designava infatti le icone nere di provenienza greca o generalmente orientale. Il riferimento a Garibaldi è connesso alla decisione adottata del ministro dell'interno. Un credulone ingenuo che abbocca facilmente. Chi su commissione di altre persone si interessa del disbrigo di pratiche legali, burocratiche, amministrative e simili. Essere indecisi, esitare nel dubbio. Così così, senza particolari pregi o difetti. Citato in Andrea Passaro e Salvatore Agnelli. Prendere definitivamente le distanze, cessare, chiudere radicalmente e per sempre ogni rapporto con una persona o una situazione. È il massimo, l'eccellenza assoluta, il non plus ultra. Salsicciotto o salame poco costoso confezionato con tritumi di budella insaporiti con sale, pepe ed anici. Idea affine è richiamata dall'espressione: Ne ho conosciuti e piegati tanti di mascalzoni, ma tu sei un farabutto come nessun altro! Nel mondo intero, ovunque nel mondo. Il prepotente, chi pretende di avere senza darsi neppure la briga di chiedere, chi vuole imporre la propria volontà in modo arrogante. Un inconsistente, pretestuoso, inconcludente, ripetuto tergiversare, fare a tira e molla. Tutto è in disordine, nulla va come dovrebbe. Seduttore irresistibile dalle numerose e facili conquiste. Hai trovato una comoda fonte di ricchezza e prosperità. "Usasi [...] al giuoco della trottola per imporre di tirare sulla trottola direttamente [...] , cioè senza discostare le cose in mezzo alle quali trovasi la trottola.". : Come la mettiamo? Anche: basta divagare, dilungarsi, stringiamo, veniamo alle conclusioni. Chi è povero di denaro è ricco nel cuore. C'è miseria. Citato in Véronique Bruez, [Naples allegro con fuoco]. Purché duri... Quello che cerchi e non trovi è proprio sotto i tuoi occhi! Con il tempo si riesce a fare qualunque cosa: perfino il, Estremamente grande, con allusione alla grandezza più assoluta: Dio. Avere la cazzimma. Far fallire un progetto, renderlo irrealizzabile, troncarlo. La lingua napoletana ad oggi mantiene espressioni impossibili da tradurre, ricche di peculiari significati e specifiche sfumature. Ma ti rendi conto (di quello che dici, fai)? Non avere cervello, essere completamente stupidi. "Imprecazione che non dice nulla, ma che lascia sottintendere la taciuta causa che l'ha provocata. "[...] detta così dai Napoletani per i suoi tratti bizantini. Non disturbare chi sta tranquillo per i fatti suoi. Es. Citato in Antonietta Ambrosano e Mimmo Barba. La scuola in cui regna la più perfetta armonia tra insegnanti incapaci e allievi svogliati, nella quale regnano chiasso e caos e prospera la più totale ignoranza. Dare apertamente voce al proprio risentimento per i torti subiti, presentare all'interlocutore il conto completo delle sue scorrettezze. Sfaccendato. Citato con traduzione in Giuliana Mazzotti, Il riferimento è al dipinto, custodito nella chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina, opera di Leonardo Grazia dello. Via Toledo, nel gergo della malavita antica. Così! Uomo dalla testa dura, ostinato, refrattario alle sollecitazioni esterne. I ragazzi della ". Si dice di chi, specie se avaro, diventa improvvisamente ed esageratamente generoso con tutti. Gaudente e scialacquatore. : Fare una domanda dalla risposta scontata, Pare a nave e Francischiello, A pupp cumbattevano e a prora nunn o ssapevano (Sembri la nave di Francischiello, dove a poppa combattevano ma a prua nessuno sapeva niente) : Fare le cose senza un minimo di organizzazione, Nun sape tenè trè cicere mmocca (Non sa tenere tre ceci in bocca) colui che non riesce a mantemere un segreto, Jetta a pretella e nasconne a manella (Getta la pietra e nasconde la mano) : Non assumersi le responsabilità delle azioni commesse, Pure e pullece teneno a tosse (Anche le pulci hanno la tosse) Riferito a chi non è nessuno ma crede di essere un capo, Fà a fine re tracc (Fare la fine dei tracchi/petardi) : Fare tanto rumore per niente, O barbiere te fa bello, o vino te fa guappo, a femmena te fa fesso (I Barbiere ti fa bello, il vino gradasso e la donna scemo), Aumma aumma -intraducibile- Quatto Quatto, Cuoncio cuoncio – intraducibile- Piano Piano, © 2019 Vesuvio Live. "Fa' ll'opera d'e pupe": scatenare un putiferio. Quindi: fare malvolentieri qualcosa che, per giunta, non era neppure stata richiesta.